venerdì 22 settembre 2017

Minniti, Trentin e il Lama (Dalai)




Sabato 23 settembre arriva a Firenze nientemeno che Marco Minniti. Ci viene in occasione del "Festival delle Religioni", al quale è arrivato in visita persino una superstar, Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, con annesso Richard Gere. In attesa di sapere chi vincerà il festival (personalmente voterei per i Pastafariani, ma dubito che abbiano passato il turno), bisogna ora vedere di che cosa verrà a discutere il ministro del Daspo urbano.

Ergo, per chi proprio non se lo volesse perdere, il 23 settembre alle ore 11, presso il cenacolo di Santa Croce (luogo che si confà all'elevata spiritualità di Minniti) si svolgerà l'incontro "Religioni: occasione o ostacolo all'integrazione", che sarà moderato da Lilli Gruber e che vedrà la presenza, oltre a quella succitato ministro Minniti, del dott. Pietro Bartolo, il celeberrimo medico di quella Lampedusa che attualmente, cambiato il sindaco a furor di popolo, sta tornando a gran passi ai vecchi cari discorsi degli immigrati ladri, molestatori & delinquenti. Salutiamo quindi il ritorno in Europa della pluricelebrata isola in odore persino di premio Nobel per la Pace, quello che hanno dato persino a Kissinger.

Stavo quindi per scrivere tutto quanto un sesquipedale pippone su Marco Minniti; poi mi è venuta in mente una cosa semplice, elementare. Una cosa che liquida, a mio parere, tutta la questione. Marco Minniti è semplicemente un perfetto prodotto del Partito Comunista Italiano, nel quale è entrato da giovanissimo. Niente di più e niente di meno. Minniti il dalemiano. E' il prodotto storico degli Zangheri che chiamano i carri armati a Bologna. Il prodotto storico dei Berlinguer. Il prodotto storico di un agire politico che non intendo definire affatto "deriva", bensì logico e prevedibile sviluppo. Si tratta semplicemente di una linea coerente che ha il suo punto di partenza nel passato, e che si è svolta in modo lineare. E non soltanto per Marco Minniti, naturalmente.

In concomitanza con la presenza di Marco Minniti a Firenze per il "Festival delle Religioni" è stata organizzata a Firenze una manifestazione (sabato 23 settembre, concentramento alle ore 16 in piazza dei Cavalleggeri, di fronte alla Biblioteca Nazionale). La piazza si trova a breve distanza da Santa Croce. La manifestazione, intitolata "Minniti, Firenze ti schifa!" è stata organizzata da diverse realtà antagoniste fiorentine. Santa Croce e settembre; mi è venuto in mente un settembre di venticinque anni fa, proprio in piazza Santa Croce.

Quel giorno, in piazza Santa Croce, c'era un altro prodotto del Partito Comunista Italiano: il compagno Bruno Trentin. A ripensarci sono strane le coincidenze: era il 22 settembre 1992. Trentin era un accanito fumatore di pipa.


Era venuto, Bruno Trentin, a spiegare alla piazza fiorentina l'accordo di luglio. La morte della scala mobile, firmata il 31 luglio 1992 da CGIL, CISL e UIL con il governo Amato, assieme al blocco della contrattazione aziendale fino alla fine del successivo 1993. L'accordo sofferto, definito dallo stesso Trentin "brutto ma inevitabile", e per il quale aveva presentato le dimissioni da segretario della CGIL, poi "congelate" fino al 1994 (quando fu sostituito da Sergio Cofferati, a proposito di prodotti). Successe, come forse qualcuno ricorderà, che Firenze, in quel settembre del 1992, schifò parecchio il compagno Trentin che aveva più a cuore l'inflazione del riadeguamento automatico dei salari al costo della vita. E così accadde più o meno quanto segue.

Il corteo che doveva portare i lavoratori in piazza Santa Croce era stato fatto sfilare per via Verdi "contromano", vale a dire nel senso contrario a quello normale di marcia dei veicoli. Poiché le stradine laterali non erano state bloccate, si sfilò dal corteo uno spezzone di Autonomi, seguiti da altre entità tra le quali una Rifondazione Comunista che, allora, era in fase "movimentista". Si sfilarono, in generale, tutti coloro che non andavano in piazza Santa Croce per ingoiare; ce n'erano ancora tanti. E quindi, giù per via del Fico, via delle Pinzochere, le stradine medievali che sboccano in piazza Santa Croce. Rifondazione Comunista si era occupata dei pomodori; gli altri del resto. E fu così che la Firenze che schifava quel prodotto del PCI che se ne stava sul palco, vi si ritrovò esattamente sotto.

E partì di tutto all'indirizzo del compagno Trentin, che soffriva tanto. I pomodori, naturalmente; e poi ogni cosa, cucchiaioni, lo slogan Amato boia, Trentin è la sua troia, chiavi inglesi, romaioli, pensionati che mostravano i cazzotti e gliene dicevano di tutti i colori, e poi, naturalmente, i famosi bulloni. E' passata alla storia come il "lancio dei bulloni", ma può essere che fossero in minoranza. E fu così che il compagno Trentin fu cacciato via da piazza Santa Croce, fu cacciato via dalla Firenze che schifava lui e tutti quelli come lui. Dando peraltro il via a tutta una serie di iniziative analoghe laddove Trentin si recò in seguito a far deglutire l'accordo di luglio: se non mi ricordo male, a Torino, a Bologna, a Milano. Ci fu allora, naturalmente, chi dichiarò immediatamente di non stare né con Trentin, né coi bulloni; sarà stato con chissà chi. Ovviamente c'erano anche quelli che applaudivano il compagno ex-partigiano, tutti belli contenti, tutti vogliosi di isolare i violenti, tutti felici di farselo mettere nel culo.

Accadde anche un episodio decisamente curioso, anche se ha una sua precisa logica. Dopo la cacciata di Trentin da piazza Santa Croce, ci fu più di uno che diede la colpa alla Lega. Sì, proprio la Lega, la Lega Nord di Bossi, insomma. Si faceva fatica a pensare, nel 1992, che esistesse ancora "qualcosa" a sinistra del PCI (anzi, già PDS) e del sindacato di regime, la CGIL, Confederazione Generale degli Ingoiatori del Lavoro. Quindi doveva essere stata la Lega, la destra, i fascisti in camicia verde. Ora, si dà il caso che, a quei tempi, a Firenze di leghisti ce ne saranno stati in tutto quattro o cinque, ad essere larghi.

Parecchia fatica a pensare che, nella Firenze del 1992, mutatis mutandis (o "cambiate le mutande", come dico non di rado per celia), fosse accaduta qualcosa che ricordava la cacciata di Lama dall'Università della Sapienza di Roma, il 17 febbraio 1977. Altro segretario della CGIL e altra pipa. Ma non fumammo con lui, non era venuto in pace. Ma allora sì, si sapeva bene che cosa c'era a sinistra del PCI e dei suoi prodotti che stavano generando altri prodotti, quelli che si vedono ancora oggi, dopo quarant'anni.




La manifestazione di sabato prossimo sarà, naturalmente, del tutto pacifica. Anzi, pacificata. Se ne andrà per il suo percorso, griderà le sue cose e, c'è da giurarlo, avrà il suo sound system. Io non me lo sono mai spiegato, il sound system. Un furgone che spara musica più o meno del cazzo a tutto volume, quando la vera musica delle manifestazioni dovrebbe casomai essere quel che si urla. Minniti? In questi giorni, col Festival delle Religioni e pure con Theresa May che ha scelto proprio Florence per la sua dichiarazione di addio all' "Europa", c'è lo scenario consueto: polizia a vagonate, zone interdette, cecchini appostati sui tetti. Piazza Santa Croce? Off limits. Il Minniti viene a fare una visitina a Nardella, che è pure più minnitiano di lui. Sebbene non mi risulti che fumi la pipa (ma chissà che qualche volta una pipatina non se la faccia di nascosto), il signor Ministro degli Interni viene assolutamente in pace. Viene a discutere delle "religioni" come "ostacolo o occasione per l'integrazione". 

Macché Trentin, macché via del Fico e via delle Pinzochere. Ehi, state tranquilli come un azzurro e placido mare d'estate. Non ci passerà nemmeno un moscerino, da quelle stradine (che sono, peraltro, dall'altra parte di Piazza Santa Croce). Pomodori? Romaioli? Bulloni? Ora ti arrestano e ti denunciano anche se lanci dei coriandoli. Anche se scrivi qualcosa su un muro all'indirizzo, che so io, del compagno Marco Minniti da Reggio Calabria, il post-comunista che, pure lui, firma. C'era chi firmava l'accordo per smantellare la scala mobile, e c'è chi firma la condanna a morte per migliaia di poveri, di diseredati, di nessuno, e senza fare una piega. Quello che firma gli accordi, di luglio o di qualsiasi altro mese, con le bande armate libiche. Quello del Daspo urbano, perché le pratiche di repressione capillare si sperimentano prima negli stadi e poi si applicano in ogni direzione. Quello che ha definitivamente reso la figura del sindaco non tanto uno "sceriffo", quanto un esecutore fidato di repressione a livello cittadino. Un podestà, insomma. Diceva giustamente qualche giorno fa il comico Crozza: "Non lasciamo il fascismo ai fascisti!"

Quindi, fratelli e sorelle, pace, pace e pace. Pace in piazza e pace ovunque. Pace nelle camere e nelle telecamere. Pace e integrazione. Pace e accoglienza. Pace e Daspo. Pace e sgomberi. Pace e tante belle, calde, saporite, croccanti religioni. Pace e manganelli. Pace e Minniti. Lama? Ora, di Lama, c'è solo il Dalai, portatore di pace, faro di spiritualità, e tanto amato dai divi hollywoodiani. Chi altro può vincere il Festival delle Religioni? Minniti? 

sabato 9 settembre 2017

Ipotesi per una verità



Stazione ferroviaria di Piacenza, 8 settembre 2017, ore 18.30.

Si ignora se sia:

1) Lo scherzetto di qualcuno (comunque geniale) che ha lavorato di taglierino, togliendo la "T" e la gambetta della "R";

2) La semplice e, finalmente, onesta constatazione da parte dell'azienda, che intende così informare con una nuova denominazione ed un nuovo logo la reale natura del servizio di trasporto offerto.

Comunque una verità incontrovertibile.

Si ringrazia chi ha fatto pervenire la foto.


Alcune domande



E gli animali?
E le bestie?
E i negri che hanno lo stupro nel DNA?
E i rumeni che hanno il DNA nello stupro?
E prima gli italiani?
E la sihurezza?
E il ministrodellintèrno polacco?
E il branco?
E Libero?
E i' Giornale?
E l' agente Betulla?
E la caccialluòmo ventiquattroresuventiquattro?
E incasodiviolenzarivolgetevisubitoallefozzedellòddine?
E i nostri Marò?
E i tuìtter della Meloni?
E la sindachessa di Cascina?
E la Castrazione Chimica? (sigla: CC)
E la castrazione del padre di Salvini?
E le foibe?




giovedì 31 agosto 2017

Il trentuno di settembre



Mi raccomando a voi tutti. Non perdete l'occasione creata da Repubblica: il 31 settembre venite a Firenze e percorrete il sottopasso Talenti, perché si ignora se e quando si ripeterà. E' il sontuoso regalo che Repubblica ha voluto fare ai suoi democràtici lettori: addirittura un giorno in più nel mese di settembre. Un anno bisestile dispari intero, si potrebbe dire. Per l'occasione si prevede la presenza sia del sindaco Nardella che del ministro Minniti, che nel rinnovato sottopasso discuteranno amabilmente come e quando sgomberarlo, e di Roberto Saviano (esperto, naturalmente, sia di sottopassi che di giornate aggiuntive nei calendari). Ospiti speciali i cantanti Maurizio Vandelli e Neil Diamond, che proporranno riedizioni di loro famose canzoni (Trentuno settembre e 31th September Morn). Per l'occasione, il sindaco Nardella ha annunciato anche uno speciale abbattimento di alberi nella zona (celebre la sua esclamazione: "....m'importa una motosega a me degli alberi...!). Decisa l'opposizione della sindachessa leghista di Cascina (Pisa), Susanna Ceccardi, e del neo-sindaco di destra di Pistoia, che annunciano una clamorosa iniziativa:


Annuncia in risposta il caporedattore fiorentino di Repubblica: "La giornata del 31 settembre nel sottopasso Talenti sarà anche un'occasione per riaffermare i valori della legalità e del decoro, senza scordare ovviamente la sicurezza. La nostra proposta, che esplicheremo meglio nei giorni a seguire, sarà quella di chiudere il sottopasso con delle fioriere anti-ISIS, lasciando libero il transito esclusivamente ai pedoni e alle biciclette."

lunedì 24 luglio 2017

Chiessi mentre la Corsica brucia



Chiessi, ventiquattro luglio.
Poco dopo le diciassette, le cinque della sera,
nel cielo terso d'estate compaiono due nuvole.
Qui le chiamano "Ossi di seppia".
Si dice che si formino solo quando il vento vira a ponente,
e che nascondano proprio quel vento forte.

 
Poco dopo, un'altra nuvola, enorme.
Ma non è un "osso di seppia", è una titanica nuvola di fumo.
Viene dalla Corsica, che sta di fronte a Chiessi.
La Corsica sta bruciando.


Alle porte di Bastia.
Gracchiano le radio còrse. Parlano di una catastrofe.
Novecento, mille ettari di foresta e di macchia in fiamme.
E la foresta incenerita è partita per Chiessi.
Si è trasferita nel cielo.


Ora la foresta ha occupato il cielo.
Il profilo della Corsica si staglia mentre il fumo inghiotte il sole.
Sono quasi le sei.


Il sole si deforma.
La foresta in fumo si prende anche il mare.
Cambia i riflessi, lo infuoca, lo incupisce.
L'estate diviene una stagione di quieto orrore.


E Chiessi si ritrova in una specie di
oscuro autunno al tramonto.
Corsica surella abbrusgia.
Guardando la foresta dissolta registrai.

giovedì 13 luglio 2017

Proposta a Mr Zuckerberg per l'introduzione di nuove Functions (si dice così?) per Facebook



Illustre Mr Zuckerberg,

Innanzitutto, non si faccia fuorviare dal fatto che chi Le sta scrivendo ostenta tra i gadgets del suo antidiluviano blog un immagine con scritto: "Facebook? No, grazie".

Nonostante questa solenne dichiarazione (cui, sono sincero, ho tenuto sempre fede), sono il primo a rendermi conto del suo puro utopismo. 

Come può un singolo, perdipiù Asociale quale si definisce, opporsi a Facebook? In confronto, Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento parrebbe il principe dei Realisti.

Sono qui, allora, per farLe una proposta intesa ad ampliare e a migliorare i servizi e le Functions offerte dal Suo Social Network interplanetario (intersiderale?).

Potrà forse sembrarLe bizzarro, Mr Zuckerberg, che il sottoscritto, sottospecie di Giurassiano che si ostina a non far parte della Sua comunità galattica, si permetta di fare una proposta che la riguarda direttamente.

Però, nonostante la mia volontaria e oramai decennale autoesclusione da Facebook, riconosco che è del tutto impossibile non farci i conti quotidianamente. 

Sebbene tutto ciò rassomigli un po' al naufrago delle barzellette della Settimana Enigmistica, quello sull'isoletta con la palma, sono del tutto certo che anche su tale isoletta Facebook sia comunque presente. Quale naufrago non salverebbe il suo smartphone?

(Un modo per ricaricarlo si trova sempre, ed esisterà pure qualche pesce oceanico dotato di elettricità).

Ed eccoLe quindi la mia proposta, che sono certo Lei vorrà prendere in considerazione.

Come Lei, mr Zuckerberg, avrà ben più presente del sottoscritto, i confini tra Facebook e l'umanità intera sono oramai divenuti molto vaghi.

Mi è venuto però in mente che l'umanità di Facebook ha un limite: non esiste che l'amicizia.

Insomma, su Facebook non si può essere che amici. Si richiede l'amicizia. Un mondo di amici.

Al massimo, per esprimere sentimenti avversi, si può cancellare l'amicizia, mi corregga se sbaglio.

Tutto questo, Mr Zuckerberg, mentre Facebook (e non credo di dirLe qua niente di irreale o trascendentale) è in realtà il veicolo cosmico anche di ogni sorta di odio, vendetta, violenza, cattiveria, inimicizia, disumanità.

Sarebbe quindi ora, Mr Zuckerberg, di prenderne atto con la massima franchezza, e trasformare questo dato di fatto in precise, svelte ed economiche Functions, le quali corrisponderebbero alla Realtà.

La prima, e più elementare, sarebbe: Richiedi Inimicizia (Enmity Request). Così come si può richiedere e concedere un'amicizia, è giusto poter richiedere e concedere un'inimicizia. E' una cosa del tutto normale.

Tale Function potrebbe a sua volta essere ampliata, o meglio specificata, con Richiedi Ostilità (Hostility Request). Naturalmente, a far da contraltare a queste due nuove Functions, anche quella "classica" dell'Amicizia potrebbe essere ulteriormente ampliata (Richiedi Amore /Love Request/, Richiedi Sesso /Sex Request/, ecc.)

La seconda, del tutto logicamente, sarebbe: Richiedi Odio (Hatred Request). Potrebbe forse sembrarLe una ridondanza; però, Mr Zuckerberg, se ci pensa bene l'inimicizia e l'ostilità possono derivare anche da motivi non strettamente personali (politici, ad esempio). La Function Richiedi Odio andrebbe invece a toccare sanamente la propria sfera personale, allo stesso preciso modo dell'Amore.

Si potrebbe così finalmente far corrispondere appieno la propria Pagina con se stessi, e con un semplice, piccolissimo click che eviterebbe fraintendimenti e farebbe risparmiare tempo, fermo restando il diritto che ognuno ha a odiare visceralmente chi gli pare, e anche a essere odiato. 

Come già insegnava il poeta Catullo, dal profondo del suo animo, Amore e Odio non sono separabili. Odi et amo, quare id faciam fortasse requiris.

Infine, l'ultima Function, forse la più necessaria.

Come Lei saprà, Mr Zuckerberg, Facebook ha tra le sue caratteristiche la più alta incidenza di cadaveri quotidiani che si sia mai riscontrata nella Storia.

Facebook ha dato a tutti la possibilità di essere dei giusti e spietati killer dalla propria cameretta, dal tram, dall'ufficio, da dove si vuole. Paradossalmente, ma non troppo, pare che gli unici posti da dove non si possa ammazzare liberamente siano proprio quelli dove generalmente sta chi ha ammazzato davvero, vale a dire le galere. Per fare un esempio: dal suo lindo carcere norvegese, dove ha un computer in cella ma non collegato a Internet, Anders Behring Breivik non può ammazzare nessuno. Io potrei, invece; basterebbe mi decidessi a farmi una paginetta.

E, allora, è il momento di stabilire la nuova Function: Richiedi Morte (Death Request).

Un elementare click e chiunque potrà finalmente ammazzare chi vuole, conosciuto o sconosciuto. 

Il folle ubriaco schiaccia i fidanzati in moto contro un guard-rail? Tua moglie o tuo marito ti hanno tradito con uno più ricco? La prof di tuo figlio gli ha fatto una ramanzina in classe? L'immigrato ti sta sulle scatole, ti ruba il lavoro e ti invade? L'agghiacciante fatto di crònaca ti fa rivoltare le budella? Mamma e papà ti rompono le scatole perché non fai un accidente da mane a sera? Il Black Bloc ti spacca la vetrina o ti da fuoco al SUV? Morte. E' semplicissimo, con questa nuova Function.

Ho riflettuto sul fatto, basato ugualmente su quotidiane, abbondantissime e precise incidenze, che sarebbe possibile limitarsi ad una Function del tipo: Richiedi Galera (E Buttare Via La Chiave) [Emprisonment Request (And Throw Away the Key)]. Sarebbe senz'altro possibile, e da moltissimi apprezzata; ma perché perdere tempo con le galere, quando si potrebbe tranquillamente condannare a morte chiunque senza processo?

Naturalmente, sono certo che la Sua azienda Universale, Mr Zuckerberg, saprà prima o poi sviluppare adeguatamente tali Functions in modo da darle una reale applicazione pratica, analogamente a quanto accade con l'Amore e col Sesso.

Quanti incontri hot, quante relazioni, quanti matrimoni e fidanzamenti saranno oramai avvenuti grazie a Facebook? Qui ho come l'impressione che non lo sappia neppure Lei, Mr Zuckerberg. Quanti figli, anzi quanti nuovi utenti Facebook, saranno venuti al mondo grazie a Lei?

E' il momento di certificare che, come su Facebook si può dar la vita, si può dare anche la morte. Fatto, peraltro, già avvenuto decine, centinaia, migliaia di volte. 

Con la nuova Function Death Request tutto diverrebbe finalmente così agevole e normale. Si potrebbe emettere la propria sentenza inappellabile e rapida dalla cucina, mentre ci si prepara un caffeino. Qualcuno che la esegue a puntino si troverebbe senz'altro, magari sviluppando un'adeguata Function complementare (tipo Trova Esecutore /Find Executioner/ o roba del genere).

Sono peraltro certo, Mr Zuckerberg, che Lei, nel Suo genio, ci avrà già pensato da tempo. Nel qual caso voglia scusarmi per averLa importunata.

Se però, nella più remota delle ipotesi, ciò non fosse avvenuto, La prego umilmente e modestamente di voler prendere in considerazione queste mie proposte.

Si dice che soltanto Dio possa dare la Morte.

Le sto offrendo la possibilità di assurgere ai Suoi livelli.

E non mi dica che non ci ha mai fatto un pensierino.

Cordiali saluti
suo aff.mo "Asociale", 13 luglio 2017, Firenze (Italia)



domenica 9 luglio 2017

Combattenti



Questi due giovanotti ignudi, fotografati la sera del 5 luglio scorso sul Ponte alle Grazie, a Firenze, sono dei combattenti.

Li ha ripresi, di passaggio, un cronista del Corriere Fiorentino (emanazione locale del celeberrimo Corriere della Serva), mentre, scavalcata la ringhiera del ponte e denudatisi, pisciavano in Arno briachi come tégoli e, naturalmente, scattandosi selfie. Poiché il cronista non ha perso la ghiotta occasione per imbastirci sopra un articolo, apprendiamo che, tra le altre cose, i due giovani combattenti gli hanno pure pisciato addosso. Incerti del difficile e rischioso mestiere di giornalista. Sei a Mosul, e ti sparano addosso; sei a Firenze, e ti pisciano addosso.

Questi due giovanotti sono stati etichettati come americani. E' senz'altro possibile che provengano dagli Stati Uniti d'America; ma, a rigore, e supponendo che il reporter di cui sopra li abbia sentiti parlare in lingua inglese, potrebbero provenire da una caterva di paesi dove tale lingua è in uso. Dubito fortemente che un giornalista del Corriere Fiorentino saprebbe riconoscere l'accento del Kentucky da quello sudafricano, o quello dell'Arizona dallo Scouse di Liverpool. Che siano americani o meno, ha scarsa importanza. Importa invece, e parecchio, il loro gesto militante e di resistenza.

Questi due giovanotti stanno in realtà difendendo con i fatti, e non con le parole, il nostro stile di vita occidentale. Stanno lottando apertamente contro la paura, contro l'oscurantismo, contro chi ci vorrebbe rinchiudere tremanti e terrorizzati nelle nostre case. I loro piselli all'aria, impegnati in un'alcolica minzione rivolta ispirata dall'Arte e dal Bello che hanno di fronte, sembrano urlare nella loro giovinezza: Je suis Charlie! Sono idealmente collegati alla generazione Bataclàn, cosmopolita e di idee aperte, che assisteva al concerto di un complesso paranazista statunitense nel nome del ròcche

Stanno pisciando, ignudi, di fronte al Ponte Vecchio. E non capisco assolutamente l'indignazione del cronista, che traspare dal suo articolo. E' lo stesso Ponte Vecchio che, alcun tempo fa, nel nome dell'Arte e del Bello fu chiuso al pubblico passaggio e trasformato in location per una meravigliosa festa riservata a ricchissimi possessori di auto di lusso, organizzata -se non erro- dal sig. cav. Luca Cordero di Montezemolo

Stanno pisciando, ignudi, a breve distanza da vari altri luoghi storici, come Palazzo Pitti, concessi dietro lauta mercede al Comune di Firenze a nababbi indiani per i matrimoni dei loro rampolli -ovviamente con relativa chiusura al pubblico. Stanno pisciando, ignudi, in quella stupenda Disneyland "patrimonio dell'umanità" che è il centro storico di Firenze. Stanno pisciando nell'artigianato gradualmente espulso e trasformato in localini, negozietti, pizzattàglio, wine bars, spennagrullerìe e quant'altro.

Stanno pisciando, quei due giovani combattenti ignudi, negli sgomberi, negli sfratti e nelle espulsioni per edificare appartamenti di prestigio. Stanno pisciando, quei due giovani resistenti adamitici, sulle ordinanze antidegrado per le quali, e per chi le emette, il degrado consiste esclusivamente ne' pòeri che si mangiano un kebab su una panchina o in due scritte su un muro. Stanno pisciando sui Comitati de' Cittadini, sulle polveriere e anche su certi giornali quotidiani. Come stupirsi che, alla fin fine, lo abbiano fatto per davvero, addosso all'indignato cronista del Corriere Fiorentino?

Il coraggioso gesto dei due giovanotti anglofoni, dei loro sani e virili mémbri, delle loro precoci pancette che presuppongono un salubre e variato nutrimento, non dovrebbe far indignare, bensì rafforzarci nella nostra ideale e fattiva Resistenza in nome del nostro stile di vita, del nostro pluralismo, della nostra democrazia, del nostro Mondo.

E' presumibile che i due giovani, se avessero fatto il medesimo gesto a Raqqah (ammesso che a Raqqah scorra un fiume paragonabile all'Arno, e davanti ad un tesoro dell'Architettura come il Ponte Vecchio), avrebbero avuto quanto meno i loro indomabili piselli asportati senza pietà, per non dir peggio. Si capisce quindi appieno la valenza del loro gesto.

Né avrebbe potuto, oramai, passare sul Ponte alle Grazie la compianta Oriana F., la quale -come è noto- ebbe a prendere a male parole e pure a manàte o borsettate un gruppo di profughi somali alcuni dei quali -orrore!- cenciosi e straccioni, e con la loro misera prole di potenziali terroristi, svuotavano le loro vesciche cariche di sozze aranciate o semplice ed esecrabile acqua nei pressi del Battistero.

Sia dunque decretato a questi due giovani Combattenti e Resistenti il giusto merito che èglino debbono avere.

Resta il mistero di dove siano andati ad espletare i loro bisognini i Ferraristi del Ponte Vecchio.